Blue Steel

E se fossimo noi quelli sbagliati?

lunedì, 31 dicembre 2007
Ma pensa te 2...

 

Non è da tutti avere un amico che assomiglia a Scarlett Johansson… barba a parte

Postato da: Mugato a 10:54 | link | commenti (4) |

martedì, 18 dicembre 2007
Ma pensa te...

Non potevo non postare il mio celebrity collage, dopo aver trovato questa chicca nel blog di Juppy :D La cosa che mi rende più fiero è, ovviamente, la spiazzante e incredibile somiglianza col Principe William dodicenne!

Postato da: Mugato a 15:19 | link | commenti (6) |

giovedì, 25 ottobre 2007
LA TUTINA SLIM

Ora che sono un uomo molto impegnato faccio colazione alle otto e tre quarti e, aspettando Mc Gyver, mi gusto le meravigliose televendite di Media Shopping. Proprio mentre mordevo la mia morbida, porosa e friabile brioche alla carota e miele, di una nota marca, appare l’atletica e biondissima Sharon, italoamericana dal seno rifatto che inizia a decantare le magie della sua tutina slim con protesi in silicone per il petto.

Ospiti in studio la nonna di Ace, quella che negli anni novanta non sbagliava un solo candeggio; miss giugno di Playboy 2006, Elenoire e la campionessa svedese di lancio del martello, Vivisjni Vanit.

Sharon con fare entusiasta cerca di convincermi che le due tipe, robuste e lipidiche, indossando la tutina slim possono ottenere un fisico come quello di Elenoire che, stando alla trasmissione, quando posava nuda ne aveva una invisibile poiché, senza di essa, le sue misure sarebbero 80-110-130. Io sono scettico ma, rapito dalle facce in studio che fanno cenni d’intesa alla telecamera, continuo a guardare. Voglio gridare anch’io al miracolo!

La nonna Ace mostra le pieghe cicciulente che le escono dalla camicetta, fortunatamente resistentissima grazie al suo candeggio, lamentandosi del fatto che da sei anni non riesce più a cuccare nemmeno nella casa di riposo che sta in via dei Tigli, a cento metri dal suo open space con terrazza scoperta fornita di lunghissimi fili per stendere la biancheria.

Sharon consegna la tutina alla nonna e la invita ad andare dietro le quinte per cambiarsi. Dopo dieci minuti mi torna in studio una gnagna da paura, ringiovanita, bella, magra e con un seno spropositato. Il pubblico applaude, i cenni di approvazione aumentano. È il delirio generale, è la rinascita!

Io non mi faccio abbindolare, quella è chiaramente un’altra persona, ne sono certo, e invece mi sbaglio. La vecchina si sfila la tuta, fortunatamente infilata sopra slip e reggipetto, e lentamente esplode in tutta la sua budinosità. Non ci credo; era veramente lei. Due assistenti le offrono un accappatoio e lei torna a sedersi sul sofà con un sorriso così ampio da mostrare a tutti i ponti, le otturazioni e la marca delle protesi dentarie. Sono sconvolto… però voglio continuare. Ora tocca a Vivisjni Vanit e accade lo stesso; quando si alza anche Elenoire cambio canale: ho troppa paura di vedere cosa può diventare senza la slim.  

Tutto ciò è terribile, se la tutina slim si dovesse diffondere ogni uomo potrebbe portarsi a letto una modella e svestendola potrebbe avere fra le mani un bobo per la raccolta del vetro. Questo è un clichè usatissimo dai media ma alla fine, vedi pubblicità del cinque cereali, la tipa che si toglie protesi varie, lenti a contatto e un neo finto rimane, comunque, una bellissima figliola. Ma ora con questa tuta che cosa potrà succedere?

Care donne, noi vi amiamo così come siete, coi vostri difettucci e le vostre imperfezioni che vi rendono spesso affascinanti, più di quanto voi possiate immaginare, quindi, vi prego, non cercate di nascondere ciò che siete perché altrimenti, prima o poi, potrei svegliarmi dopo una sbronza e trovare una simpatica vecchietta che testa la resistenza delle lenzuola nella mia cameretta con le finestre aperte in pieno inverno: non bello se la sera prima avevo abbordato miss Giugno…

Postato da: Mugato a 13:25 | link | commenti (4) |

martedì, 09 ottobre 2007
Chiudiamo baracca?

Coscienza: Chiudilo, è ridicolo lasciarlo qui se non aggiorni mai!

Mugato: Ma che dici, non mi va di toglierlo, però forse hai...

Coscienza: Ragione!!!! Lo so che ho ragione, diamine!

Mugato: Sai che se ora pubblico 'sto post, tecnicamente, aggiorno e quindi la tua teoria salta.

Coscienza: Ma sei scemo?!?

Mugato: Un po' sì... forse, ma poco, che dici?

Coscienza: Bah, fai quello che ti senti.

Mugato: Si vede che sei donna...

Coscienza: Perchè???

Mugato: Hai detto una frase tipica da donna: "Fai quello che ti senti", sai che non significa nulla?

Coscienza: Ma smettila, coglione!

Mugato: Ti denunzio, toccami e ti denunzio e con i soldi della denunzia mi pago la vacanza.

Postato da: Mugato a 14:04 | link | commenti (11) |

martedì, 28 novembre 2006
CITAZIONE...

Questa è ancora la scure di mio nonno;

mio padre le ha sostituito il manico, io la lama.

                                               NEAL ASCHERSON

Postato da: Mugato a 12:16 | link | commenti (7) |

martedì, 14 novembre 2006
A MILANO NON LO FANNO...

Il titolo non si riferisce a statistiche riguardanti la frequenza di rapporti sessuali fra le coppie milanesi, ma al fatto che, nelle sale cinematografiche di questa città, non c’è in programmazione il nuovo film di Will Ferrel: Talladega Nights, the ballads of Ricky Bobby.

Non siete indignati almeno un decimo di quanto lo sono io?

Postato da: Mugato a 19:01 | link | commenti (7) |

lunedì, 10 luglio 2006
ZIDANE, ZIDANE... (E INTANTO NOI SIAMO CAMPIONI)

PERCHE' NEL CALCIO CIO' CHE CONTA E' SAPER GIOCARE CON LA TESTA...

 

Considero Zidane uno dei più forti giocatori al mondo ed è proprio per questo che il suo gesto mi ha lasciato esterrefatto. Ci tenevo a precisarlo.

Postato da: Mugato a 11:28 | link | commenti (8) |

martedì, 04 luglio 2006
DI QUANDO MUGATO PERSE L'...

 

(Uno studio asettico, un lettino nero di finta pelle beige nell’angolo destro, sotto una finestra chiusa. Alcune piante sul lato opposto della stanza, il loro essere così verdi accentua il nero della moderna scrivania. Su di una poltrona un cane san Bernardo ‘B’ in giacca grigio scuro e cravatta blu a strisce gialle, i peli del muso incolti: fra il tartufo e gli occhi vitrei un paio di piccoli occhiali dalla montatura metallica standard con lenti non più grandi di un francobollo. Disteso sul lettino un uomo biondo e riccio con una maglietta a righe orizzontali arancio e bianche, pantaloni a zampa d’elefante bianchi paiettati d’argento intorno alle cuciture; ai piedi scarpe rosse con una ‘M’ stampata sotto la suola.)

 

B: Credo di aver trovato il nocciolo della questione! Mi racconti ancora quel sogno, la prego.

M: D’accordo… Allora, vediamo un po’… Stavo in una stanza piena di quadri dadaisti e la radio intanto mandava “Dadaumpà”, sul tavolo davanti a me una donna bellissima con un ciondolo dorato al collo. Sul ciondolo c’è scritto qualcosa ma non riesco a…

B: Si sforzi un poco, metta a fuoco, coraggio, coraggio!

M: Ok, sì, ci sono! C’è scritto un nome, il nome è… è… ecco: ‘Liz Pirazione’, ne sono certo. Ad un tratto la donna si alza, si dirige con passo morbido e maestoso portamento verso una porta che prima non c’era, la porta ha una targa metallica al centro c’è scritto qualcosa ma non riesco a…

B: Si sforzi un poco, metta a fuoco, coraggio, coraggio!

M: Ok, sì, ci sono! C’è scritto qualcosa, la parola è… è… ecco: ‘Porta che prima non c’era’, ne sono certo. Liz Pirazione esce da quella porta e io la seguo, inizio a camminare tra la folla. E’ una folla enorme, fitta, incontrollabile ma io le sono sempre dietro, costantemente. Eccola, ora svolta improvvisamente in un vicolo, c’è un cartello all’inizio della stradina… c’è scritto qualcosa ma non riesco a…

B: (sbuffando) E che cazzo, si sforzi un poco, metta a fuoco, coraggio, coraggio!

M: …

B: … mi scusi, continui.

M: Ok, sì, ci sono! Il cartello dice, dice… ecco: ‘Via del non ritorno’. Imbocco quella strada dal nome poco rassicurante e arrivo fino ad un enorme palazzo. E’ imponente, sembra un hotel o un ristorante e proprio sopra l’ingresso capeggia un’insegna luminosa, mi avvicino per vedere che c’è scritto e… (guardando verso B)

B: Su, è inutile che glielo ripeta…

M: Ok, allora che faccio, mi sforzo e metto a fuoco?

B: E che fa altrimenti? Non so, le preparo del the…

M: No, no! Allora metto a fuoco.

B: Su, che non è che siamo tutti qua ad aspettare lei. (cenno con la mano destra che impugna una bic nera)

M: Ok, sì, ci sono! L’insegna recita… ecco: ‘Hotel Il non ritorno’. Entro nella hall e solo allora, dico, solo in quel momento mi rendo conto che Liz Pirazione è persa per sempre!!!

B: Già… è come pensavo, sig. M.

M: Mi dica! Per caso c’è qualche significato recondito celato dietro la scomparsa di Liz Pirazione?

B: Il punto è un altro signor Mugato, mi dispiace dirglielo ma lei è miope! Le lascio l’indirizzo del mio oculista di fiducia.

M: Grazie Dottore Cane San Bernardo, allora ci vediamo la prox settimana, grazie ancora.

B: Di nulla, non è il mio lavoro.

 

(M va verso una porta, fa per aprire)

B: Quello è l’armadio sig. M… di là la porta. Ecco così, bravo. A proposito per trovare l’uscita del palazzo non si sforzi a leggere, tenga solo a mente che i cartelli con su scritto ‘EXIT’ sono verdi, d’accordo?

M: Benissimo, verdi come il mio orologio!

B:…

M: …

B: … sta scherzando, vero?

M… Perché?

B : E’ rosso…

M: Dice davvero? (aria molto stupita)

B: Torni a sedersi, le chiamo un mio amico Pastore Tedesco!

M: Grazie, grazie davvero!

Postato da: Mugato a 10:37 | link | commenti (6) |

mercoledì, 17 maggio 2006
CRONACHE DAL TRENO (parte seconda)

Chiudersi dentro lo scompartimento di un treno è un po’ come entrare in un piccolo mondo, un microcosmo con delle regole proprie, una insieme di leggi sociali, dove si possono fare gli incontri più disparati. Alcuni insignificanti, altri divertenti, altri ancora bizzarri. Gli aggettivi da spendere potrebbero essere molti certo è che ogni volta, il viaggio in treno, possiede un sapore unico e irripetibile. Proprio al treno, o meglio, agli abitanti del treno, voglio dedicare una serie di Post che, con banale ovvietà, intitolerò “Cronache dal treno”. Buona lettura.

 

TRATTA: Milano - Padova ,  Eurostar.

DATA: Circa un mese fa, scritto in diretta e pubblicato solo ora.

DURATA: 2 ore, 21 minuti

COLONNA SONORA: Piccolo cinema onirico, TARM (Tre allegri ragazzi morti)

COMPAGNI DI VIAGGIO: La ragazza melensa

 

 

Scrivo dal treno che mi sta portando a Milano. Stesso treno, stesso posto, stesso… niente di attinente che suoni bene con bar, magari it’s so far, ma non vuol dire nulla. Non che sia sensato ciò che sto componendo, è solo un modo come un altro per passare il tempo e soprattutto è per giustificare il fatto che ho spodestato una gentile ragazza dall’unico posto con una presa elettrica. “Purtroppo devo consegnare una relazione importante appena arrivo, non è che puoi fare a cambio di posto con me?” Sguardo languido e lei cede sorridendo. Ingenua! Per mezz’ora ancora sentirai il fastidioso ticchettio dei miei tasti. Ti convincerò, grazie a questo suono, del fatto che io stia producendo un’importante e rivoluzionaria tesi e tu stasera, ingenuamente, racconterai alle tue amiche che oggi hai lasciato il posto ad un ragazzo bisognoso. Sorseggerete un infuso al ginepro pensando a quanto siete state brave stamattina e invece… invece te la sto mettendo proprio lì. Fra mezz’ora chiuderò Word e farò partire VLC media player e mi sparerò il II oav di Touch! No, non ho nessun moto di coscienza. No, non mi sento un verme per aver fatto alzare da qui il tuo sedere e non mi verrà nemmeno e sai perché? Ora te lo spiego: 1) Stamattina ho le palle un tantino girate per fatti miei che non ti sto a raccontare. 2) Hai il coraggio di usare l’unico posto della carrozza con la presa elettrica per vedere, alle 8 e mezza del mattino, Titanic. 3) Hai osato dire, mentre si vedeva Di Caprio con la zazzera bionda al vento, che ti serve il computer. E per che cosa? Mica ti stai vedendo Zoolander, o Fight Club, o Princess Mononoke, o un qualsiasi altro film che possa definirsi tale. Baby, stai vedendo Titanic, capisci? E se non capisci non c’è problema, vivo bene lo stesso.

Basta! E’ sufficiente così.

Cara ragazza del treno, se sei una di quelle che amano le storie con una morale allora sarai felice di sapere che questa ne ha una: non prendere il posto con la presa elettrica alle otto e mezza del mattino per vedere Titanic, potrebbe arrivare un Mugato qualsiasi, che per giunta si è svegliato male, pronto a spodestarti usando la menzogna. Buon viaggio a te! 

Postato da: Mugato a 17:29 | link | commenti (10) |
cronache dal treno

martedì, 02 maggio 2006
PEARL JAM...

 Fra 6 mesi e 17 giorni sarò sotto il palco del Datchforum di Milano a contare i peli dei polpacci di Vedder & Co. In attesa che quel giorno arrivi clickate qui, se vi va, e buona visione!

Postato da: Mugato a 17:18 | link | commenti (10) |

 

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